Chiudere prima del tempo la cessione del quinto ti fa risparmiare: non paghi gli interessi delle rate future e recuperi una parte dei costi del finanziamento. Per farlo nel modo giusto, però, conviene sapere come si calcola l’importo da versare, quando è dovuta una penale e quali rimborsi ti spettano.
In questa guida vediamo come funziona l’estinzione anticipata, un esempio di calcolo con numeri concreti e i controlli da fare per non perdere nessun rimborso.
Estinguere la cessione del quinto significa saldare in un’unica volta il debito residuo, invece di continuare a pagare le rate fino alla scadenza. È un tuo diritto: puoi farlo in qualsiasi momento, in tutto o in parte, e il finanziatore non può rifiutarlo.
Le strade sono due:
Quando estingui, restituisci solo il capitale residuo: gli interessi delle rate future non sono dovuti. A questo si può aggiungere un indennizzo per il finanziatore, la cosiddetta penale, che la legge (art. 125-sexies del Testo Unico Bancario) limita così:
In ogni caso la penale non può superare gli interessi che avresti pagato per la durata residua, e deve essere prevista dal contratto.
Facciamo un esempio con numeri arrotondati. Una cessione del quinto di circa 20.600 euro, 120 rate mensili da 250 euro, TAN fisso dell’8%. Dopo 60 rate decidi di estinguere.
È un calcolo indicativo: la cifra reale la trovi solo nel conteggio estintivo, che tiene conto del piano di ammortamento del tuo contratto e degli eventuali rimborsi di costi e commissioni, che fanno scendere ancora l’importo. Più presto estingui, più interessi risparmi, perché nelle prime rate la quota di interessi è più alta.
Puoi fare lo stesso calcolo con i dati del tuo contratto:
Debito residuo (capitale ancora da restituire)
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Stima con ammortamento alla francese a tasso fisso. La penale massima segue l’art. 125-sexies TUB (1%, 0,5% nell’ultimo anno, nessuna se chiudi tutto con un residuo fino a 10.000 €) e si applica solo se prevista dal contratto. La cifra esatta è nel conteggio estintivo del finanziatore. Non costituisce offerta.
ContattaciGli interessi delle rate future non si pagano: nel conteggio estintivo sono già esclusi, non devi chiederli a parte.
Con l’estinzione anticipata hai diritto alla riduzione del costo totale del credito per la parte di durata non goduta. Non solo gli interessi, quindi, ma anche costi e commissioni, comprese quelle pagate all’inizio. Restano escluse le imposte.
Vale per i contratti firmati dopo il 25 luglio 2021 e, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 263 del 2022, anche per quelli precedenti. Se nel conteggio questi rimborsi mancano o ti sembrano troppo bassi, puoi chiederne il ricalcolo al finanziatore e, se non ottieni risposta, rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario.
La cessione del quinto è sempre coperta da una polizza sulla vita e, per i dipendenti, sul rischio di perdita del lavoro. Nei contratti recenti il premio è a carico del finanziatore, quindi non c’è nulla da rimborsare a te. Nei contratti più vecchi, se il premio ti è stato addebitato, può spettarti la parte non goduta: lo verifichi nel contratto.
Tra la busta paga (o la pensione) e il finanziatore passano settimane: una rata trattenuta a fine mese può arrivare al finanziatore il mese dopo. Per questo il conteggio estintivo può indicare come “non pagate” rate che in realtà ti sono già state trattenute, e che quindi finisci per pagare due volte.
Lo stesso succede se il datore di lavoro o l’ente continua a trattenere la rata dopo che hai estinto. In entrambi i casi quelle somme ti vanno restituite. Per recuperarle:
Quasi sempre sì, se hai la liquidità e non ti serve per altro: risparmi interessi e recuperi parte dei costi, soprattutto se sei nella prima metà del piano. Se invece ti serve nuova liquidità, il rinnovo ti permette di chiudere la cessione in corso e ottenere una somma in più con una sola rata. Quando la cessione è una sola tra più finanziamenti, può avere senso anche un consolidamento dei debiti.
Se vuoi capire quanto risparmieresti o se ti conviene di più rinnovare, mandaci il conteggio estintivo o il contratto: lo verifichiamo insieme, anche per controllare che tutti i rimborsi siano stati calcolati. La consulenza è gratuita e senza impegno. Richiedi un preventivo oppure contattaci.
Sì. Con fondi tuoi puoi estinguere quando vuoi, in tutto o in parte. Se invece vuoi chiuderla con un rinnovo, di regola devi aver pagato almeno il 40% della durata.
Al massimo l’1% del capitale rimborsato se manca più di un anno alla scadenza, lo 0,5% se manca meno. Non è dovuta se chiudi tutto il debito e il residuo non supera i 10.000 euro.
Sì: con l’estinzione anticipata si riducono interessi, costi e commissioni per la durata residua, comprese quelle pagate all’inizio. Restano escluse le imposte.
Dopo il pagamento il finanziatore rilascia la liberatoria e avvisa il datore di lavoro o l’ente pensionistico, che smette di trattenere la rata dal primo cedolino utile. Le rate trattenute dopo l’estinzione ti vanno restituite.