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Tempi di erogazione della cessione del quinto: quanto ci vuole e come accelerare

Donna sorridente controlla sullo smartphone l’accredito del prestito

Quando ti serve liquidità, la prima domanda è: quanto ci vuole? Con la cessione del quinto i tempi dipendono meno dal finanziatore e molto di più da una cosa: quanto velocemente arrivano i documenti, soprattutto quelli che deve preparare il tuo datore di lavoro o l’ente pensionistico.

In questa guida vediamo i tempi indicativi, cosa succede in ogni fase della pratica e cosa puoi fare tu per ricevere prima la somma.

Quanto ci vuole, in breve

Dalla raccolta completa dei documenti all’accredito, i tempi indicativi sono questi:

  • Pensionati INPS: in genere da una a due settimane, perché la comunicazione con l’INPS avviene per via telematica.
  • Dipendenti statali e pubblici: in genere da due a tre settimane, a seconda dell’amministrazione.
  • Dipendenti privati: in genere da due a quattro settimane: qui conta molto quanto è rapida l’azienda a rispondere.

Diffida di chi promette la cessione del quinto in uno o due giorni: la procedura prevede passaggi con il datore di lavoro e con l’assicurazione che richiedono tempi tecnici. Se ti serve una somma subito, è più adatto un prestito personale.

Le fasi della pratica

1. Raccolta dei documenti

Servono un documento d’identità, il codice fiscale, le ultime buste paga o il cedolino della pensione e la Certificazione Unica. Per i dipendenti, il documento chiave è il certificato di stipendio, che compila il datore di lavoro e che indica stipendio, TFR e trattenute in corso.

È la fase che più spesso rallenta tutto. Per questo conviene muoversi subito:

  • i dipendenti statali gestiti da NoiPA possono scaricare il certificato di stipendio in autonomia dal portale NoiPA;
  • i pensionati INPS possono ottenere online la certificazione della quota cedibile, che indica quanto della pensione può essere trattenuto;
  • i dipendenti privati devono chiederlo all’ufficio del personale o al consulente del lavoro dell’azienda.

2. Documenti precontrattuali e istruttoria

Prima della firma ricevi le informazioni precontrattuali previste dalla normativa sulla trasparenza, con importo, rata, durata, TAN e TAEG. Con i documenti completi, la pratica passa all’istruttoria.

3. Delibera del finanziatore

Il finanziatore verifica i requisiti e decide se concedere il prestito. Con una pratica completa e corretta, di solito bastano pochi giorni lavorativi. Se mancano dati o documenti, la pratica si ferma finché non arrivano.

4. Approvazione dell’assicurazione

La cessione del quinto è sempre coperta da una polizza vita e, per i dipendenti, da una polizza contro la perdita del lavoro. Anche l’assicurazione deve approvare la pratica: senza il suo via libera il finanziamento non può partire.

5. Firma del contratto

Una volta approvata la pratica, firmi il contratto, anche con la firma digitale, senza bisogno di spostarti.

6. Notifica e benestare

Il contratto firmato viene notificato al datore di lavoro o all’ente pensionistico, di solito via PEC. L’ente risponde con il benestare, cioè la conferma che tratterrà la rata in busta paga o sulla pensione.

È il passaggio che richiede più attesa, perché dipende dai tempi dell’ufficio che deve rispondere. Con l’INPS la procedura è telematica e di solito più rapida; con le aziende private i tempi variano molto. In questa fase ci occupiamo noi di sollecitare l’ufficio.

7. Erogazione

Ricevuto il benestare, il finanziatore eroga la somma con un bonifico sul tuo conto corrente, spesso in tempi brevi. La prima rata viene trattenuta di norma dal mese successivo all’erogazione.

Se è un rinnovo

Con il rinnovo della cessione del quinto c’è un passaggio in più: prima di erogare, il nuovo finanziamento deve chiudere quello in corso. Serve quindi il conteggio estintivo della cessione attuale, e i tempi si allungano di qualche giorno. Ricevi la differenza tra il nuovo importo e il debito residuo.

Come ricevere prima la somma

  • Chiedi subito il certificato di stipendio o la certificazione della quota cedibile: è il documento che rallenta più spesso.
  • Prepara i documenti aggiornati: ultime buste paga o cedolino, Certificazione Unica, documento valido.
  • Controlla che i dati coincidano tra i documenti: un errore blocca la pratica finché non viene corretto.
  • Dai un IBAN intestato a te, dove ricevere il bonifico.
  • Usa la firma digitale, così non devi aspettare un appuntamento per firmare.
  • Rispondi rapidamente alle richieste di integrazione.

Seguire la pratica con qualcuno che conosce la procedura fa la differenza soprattutto nelle fasi che non dipendono da te: sapere quali documenti servono al primo colpo e chi sollecitare evita settimane di attesa.

Vuoi sapere quanto tempo serve nel tuo caso? Raccontaci se sei dipendente pubblico, privato o pensionato: ti diciamo subito cosa preparare e ti seguiamo fino all’erogazione, con rata, durata e TAEG chiari prima della firma. La consulenza è gratuita e senza impegno. Richiedi un preventivo oppure contattaci.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per ottenere la cessione del quinto?

In genere da una a quattro settimane dalla raccolta completa dei documenti: di solito meno per i pensionati INPS, di più per i dipendenti privati, perché dipende dai tempi di risposta del datore di lavoro.

Si può avere la cessione del quinto in 24 ore?

No. La procedura prevede l’approvazione dell’assicurazione e la risposta del datore di lavoro o dell’ente pensionistico, che richiedono tempi tecnici. Se ti serve una somma subito, valuta un prestito personale.

Cos’è il benestare?

È la conferma con cui il datore di lavoro o l’ente pensionistico, dopo aver ricevuto il contratto, si impegna a trattenere la rata. Arrivato il benestare, il finanziatore eroga la somma.

Quando parte la prima rata?

Di norma dal mese successivo all’erogazione, con la trattenuta direttamente in busta paga o sulla pensione.

DG Prestifin