Quando ti serve liquidità, la prima domanda è: quanto ci vuole? Con la cessione del quinto i tempi dipendono meno dal finanziatore e molto di più da una cosa: quanto velocemente arrivano i documenti, soprattutto quelli che deve preparare il tuo datore di lavoro o l’ente pensionistico.
In questa guida vediamo i tempi indicativi, cosa succede in ogni fase della pratica e cosa puoi fare tu per ricevere prima la somma.
Dalla raccolta completa dei documenti all’accredito, i tempi indicativi sono questi:
Diffida di chi promette la cessione del quinto in uno o due giorni: la procedura prevede passaggi con il datore di lavoro e con l’assicurazione che richiedono tempi tecnici. Se ti serve una somma subito, è più adatto un prestito personale.
Servono un documento d’identità, il codice fiscale, le ultime buste paga o il cedolino della pensione e la Certificazione Unica. Per i dipendenti, il documento chiave è il certificato di stipendio, che compila il datore di lavoro e che indica stipendio, TFR e trattenute in corso.
È la fase che più spesso rallenta tutto. Per questo conviene muoversi subito:
Prima della firma ricevi le informazioni precontrattuali previste dalla normativa sulla trasparenza, con importo, rata, durata, TAN e TAEG. Con i documenti completi, la pratica passa all’istruttoria.
Il finanziatore verifica i requisiti e decide se concedere il prestito. Con una pratica completa e corretta, di solito bastano pochi giorni lavorativi. Se mancano dati o documenti, la pratica si ferma finché non arrivano.
La cessione del quinto è sempre coperta da una polizza vita e, per i dipendenti, da una polizza contro la perdita del lavoro. Anche l’assicurazione deve approvare la pratica: senza il suo via libera il finanziamento non può partire.
Una volta approvata la pratica, firmi il contratto, anche con la firma digitale, senza bisogno di spostarti.
Il contratto firmato viene notificato al datore di lavoro o all’ente pensionistico, di solito via PEC. L’ente risponde con il benestare, cioè la conferma che tratterrà la rata in busta paga o sulla pensione.
È il passaggio che richiede più attesa, perché dipende dai tempi dell’ufficio che deve rispondere. Con l’INPS la procedura è telematica e di solito più rapida; con le aziende private i tempi variano molto. In questa fase ci occupiamo noi di sollecitare l’ufficio.
Ricevuto il benestare, il finanziatore eroga la somma con un bonifico sul tuo conto corrente, spesso in tempi brevi. La prima rata viene trattenuta di norma dal mese successivo all’erogazione.
Con il rinnovo della cessione del quinto c’è un passaggio in più: prima di erogare, il nuovo finanziamento deve chiudere quello in corso. Serve quindi il conteggio estintivo della cessione attuale, e i tempi si allungano di qualche giorno. Ricevi la differenza tra il nuovo importo e il debito residuo.
Seguire la pratica con qualcuno che conosce la procedura fa la differenza soprattutto nelle fasi che non dipendono da te: sapere quali documenti servono al primo colpo e chi sollecitare evita settimane di attesa.
Vuoi sapere quanto tempo serve nel tuo caso? Raccontaci se sei dipendente pubblico, privato o pensionato: ti diciamo subito cosa preparare e ti seguiamo fino all’erogazione, con rata, durata e TAEG chiari prima della firma. La consulenza è gratuita e senza impegno. Richiedi un preventivo oppure contattaci.
In genere da una a quattro settimane dalla raccolta completa dei documenti: di solito meno per i pensionati INPS, di più per i dipendenti privati, perché dipende dai tempi di risposta del datore di lavoro.
No. La procedura prevede l’approvazione dell’assicurazione e la risposta del datore di lavoro o dell’ente pensionistico, che richiedono tempi tecnici. Se ti serve una somma subito, valuta un prestito personale.
È la conferma con cui il datore di lavoro o l’ente pensionistico, dopo aver ricevuto il contratto, si impegna a trattenere la rata. Arrivato il benestare, il finanziatore eroga la somma.
Di norma dal mese successivo all’erogazione, con la trattenuta direttamente in busta paga o sulla pensione.