Inserisci lo stipendio o la pensione netta e scopri subito la rata massima della cessione del quinto, anche se hai già una cessione in corso.
Rata massima della cessione del quinto
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Calcolo indicativo: la quota cedibile esatta risulta dal certificato di stipendio o dalla comunicazione di cedibilità INPS. Non costituisce offerta né garanzia di approvazione.
ContattaciLa rata della cessione del quinto non può superare un quinto dello stipendio netto mensile, cioè il 20%. Si parte dall’importo netto in busta paga, dopo le ritenute fiscali e previdenziali, senza assegni familiari, straordinari e rimborsi spese, e lo si divide per cinque.
Esempio: con uno stipendio netto di 1.600 euro, la rata massima è di 320 euro al mese. La rata è fissa per tutta la durata, fino a 120 mesi, e viene trattenuta direttamente dal datore di lavoro.
L’importo esatto risulta dal certificato di stipendio, che il datore di lavoro rilascia su richiesta: è il documento su cui il finanziatore calcola la quota cedibile.
Anche per i pensionati la rata non può superare un quinto della pensione netta. C’è però un secondo limite: dopo la trattenuta, deve restare almeno il trattamento minimo INPS, che nel 2026 è di 611,85 euro al mese. Il calcolatore applica entrambi i limiti e ti mostra il più basso.
Esempio: con una pensione netta di 700 euro, un quinto sarebbe 140 euro, ma così resterebbero meno di 611,85 euro. La rata massima scende quindi a circa 88 euro al mese.
Si possono cedere le pensioni di vecchiaia, anticipate e di reversibilità; non sono cedibili, ad esempio, l’assegno sociale e le prestazioni di invalidità civile. La quota esatta è indicata nella comunicazione di cedibilità che l’INPS rilascia al pensionato. Approfondisci nella pagina sulla cessione del quinto della pensione.
Se stai già pagando una cessione del quinto, il margine disponibile è la differenza tra la rata massima e la rata attuale. Inseriscila nel campo facoltativo per vederlo subito.
Quando il margine non basta, spesso la strada è il rinnovo della cessione: si estingue quella in corso e se ne apre una nuova, liberando liquidità. È possibile, di norma, dopo aver pagato almeno il 40% delle rate.
I dipendenti possono affiancare alla cessione una delega di pagamento, con una seconda rata fino a un altro quinto dello stipendio netto. La delega richiede il consenso del datore di lavoro e non è disponibile per i pensionati. Le trattenute complessive non possono comunque superare la metà dello stipendio.
La rata massima ti dice quanto puoi impegnare ogni mese, non quanto otterrai: l’importo finanziabile dipende anche da durata, tasso, età e, per i dipendenti privati, dall’azienda e dall’anzianità. Per sapere quanto puoi ottenere davvero, richiedi un preventivo gratuito: ti rispondiamo con rata, durata e TAEG chiari, senza impegno.
Sul netto: la base è lo stipendio mensile al netto delle ritenute fiscali e previdenziali, senza assegni familiari, straordinari e rimborsi spese.
Con la pensione al trattamento minimo la cessione in genere non è possibile, perché dopo la trattenuta deve restare almeno il minimo INPS (611,85 euro al mese nel 2026). Con pensioni poco più alte la rata massima è la differenza tra la pensione netta e il minimo.
Non due cessioni insieme: puoi però rinnovare quella in corso, di norma dopo aver pagato il 40% delle rate, oppure, se sei dipendente, aggiungere una delega di pagamento.
Sì, la regola del quinto vale per tutti i dipendenti. Per i privati il finanziatore valuta anche l’azienda, il tipo di contratto e l’anzianità.
I dipendenti nel certificato di stipendio rilasciato dal datore di lavoro, i pensionati nella comunicazione di cedibilità dell’INPS, che si scarica anche online.
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